| |
|
“Il momento più bello è per me quello immediatamente precedente l’inizio dello spettacolo. Dietro il sipario chiuso del S. Leonardo tutto il gruppo si riunisce; è un gruppo numeroso che occupa tutto il palco e lo spazio dietro le quinte fino ai camerini: ragazzi di tutte le classi e di tutti gli indirizzi, qualcuno già diplomato che comunque è lì per dare una mano, ragazzi brillanti accanto ai timidi e ai diversamente abili, bellissimi nei loro costumi e nella loro naturale spontaneità, attori, ballerini, semplici comparse, poi i colleghi che hanno collaborato all’allestimento dello spettacolo, chi curando le scenografie, chi i balletti, chi i costumi... ecco, è il momento, siamo tutti lì, si controlla che tutto sia a posto, ci si incoraggia a vicenda con strette di mano, pacche sulle spalle, sguardi di intesa: al di là del telone rosso il brusio del pubblico: anche quest’anno il teatro è pieno. Al di quà un ultimo grande abbraccio collettivo, e un’ultima parola, da non usare mai a scuola perchè volgare, ma quì la urliamo tutti insieme per darci coraggio e perchè, si dice, porta bene; poi ognuno al suo posto, pronti; le luci si abbassano, la musica parte, il sipario si apre, lentamente; iniziamo. Come andrà lo spettacolo ha un’importanza relativa, anche se poi è sempre andata bene: negli ultimi due anni “UN MANDARINO PER TEO” e “UN PAIO D’ALI” di Garinei e Giovannini e “AGENZIA INVESTIGATIVA” di Samy Fajad sono state le commedie rappresentate e spesso replicate dal laboratorio integrato dell’Orioli, sempre con successo.
Quello che conta di più è il gruppo, il lavoro preparatorio, l’impegno dei ragazzi, dei docenti, e spesso, anche dei collaboratori scolastici, un impegno che dura mesi e che è ripagato dall’amicizia che nasce o si rafforza, dall’emozione di esserci o, perchè no, dalla soddisfazione di sentire, in una sera di giugno, ancora una volta il fragore dell’applauso, quando il sipario lentamente si chiude.”
|